Mi alzo, ancora una volta, e vado da lui. Il mio nome è ripetuto così tante volte durante il giorno, che oramai non mi piace più. ” Sì ti porto un bicchiere d’acqua ” ” No aspetta ti configuro il telefono ” ” Si è divertente questo video, ma stavo stirando …..” Aspetta fammi dare una occhiata al mio telefono, magari non ho sentito una notifica…. no nulla…. nessuna stupida finestra con un circolo colorato e un nome abbreviato e una emoticon di dubbio gusto. E’ passato una settimana dal suo ultimo messaggio e mi sembra una eternità. Mi sento come se all’improvviso fossi sola, ma lui non era qui per me. E’ strano come a volte ci illudiamo, ci consoliamo, ci inventiamo una storia per far passare la giornata… la settimana…. la vita. Era entrato nel quotidiano su mio invito. Ero curiosa di vedere chi fosse diventato, se il ragazzino timido, riuscisse ancora a farmi ridere e a farmi sentire una persona speciale. Volevo vedere se riusciva ancora a vedermi come una amica…. e ripetevo a me stessa che era solo curiosità ….. invece era bisogno, necessità di avere un ruolo diverso in questa vita che mi era stata confezionata . Fin dall’inizio non avevo avuto problemi a ritrovare la complicità che un tempo mi legava a lui. Riuscivo a parlare di tutto, anche cose che una donna che vuole conquistare un uomo tiene ben nascoste. Io non lo volevo conquistare perché sapevo che un sentimento tra di noi avrebbe fatto crollare il castello di carta in cui vivevo. Le giornate avevano preso un ritmo pieno, il buongiorno di rito, un breve riassunto della mattinata, un resoconto del pomeriggio … e la notifica che andava a casa dalla sua famiglia. Nulla di compromettente, nulla che non fosse una tranquilla conversazione tra amici…. ma che mi dava uno strano senso di appartenenza. Tra di noi avevamo posto delle regole : nessuna foto, nessuna telefonata ma soprattutto nessun incontro. La cosa mi piaceva perché in fondo anche solo con i suoi messaggi ermetici, conditi da emoticon … io stavo bene, e riuscivo a dimenticare il vuoto che mi circondava. Poi un giorno il telefono squillò e risentii la sua voce. Non era cambiata, forse il timbro era più maturo, ma il lento parlare, lo scandire ogni parola, erano quelli di sempre. Ed eccomi di nuovo adolescente, ridere seduta su una panchina. Poi un brusco risveglio ” Chi è al telefono ?” ” Nulla il solito call center, ora riattacco” A queste mie parole è lui a interrompere la conversazione, per poi inviarmi subito un messaggio ” Scusa non sapevo che LUI fosse a casa. Spero di non averti messo in difficoltà ” . Un amaro sorriso si disegna sulle mie labbra…. io sono in difficoltà ogni giorno e i tuoi messaggi sono il mio salvagente…ma gli scrivo ” non ti preoccupare. bella voce … non è cambiata negli anni ” Da quel giorno le telefonate si fecero sempre più presenti … anticipate da un messaggio per sapere se il campo era libero. Sicuramente agli occhi di qualche malizioso la nostra amicizia era il preludio di qualcosa che avrebbe portato dolore alle nostre famiglie. Ma io ero così felice che non riuscivo a vedere nulla di “marcio”, in fondo erano messaggi e qualche telefonata perché ci eravamo ripromessi di non vederci neanche in foto . La cosa non mi pesava. Quello che riusciva a darmi equivaleva alla boccata d’aria di un condannato a morte. Tutto andava bene fino a quando una settimana fa all’improvviso mi invia un lungo messaggio. ” Questi mesi sono volati, la tua risata e la tua disponibilità a starmi vicino nei momenti meno felici mi hanno aiutato a superare un periodo molto pesante. Spero che la mia presenza ti sia stata di uguale utilità. Tuttavia, è arrivato il momento di dirti arrivederci, perché non riesco a dirti Addio. Sei diventata una amica molto importante ma ho bisogno di prendere tempo per me e devo lasciare tutto dietro alle spalle. Forse un giorno ci incontreremo o forse godremo del ricordi di questi mesi….. Arrivederci ” In questi giorni ho letto e riletto questo messaggio un sacco di volte, con la voglia di intravvedere una piccola speranza futura. Invece no è uno dei suoi tipici messaggi, di poche parole, dove non riesce a scrivere ciò che vuole, ma che in qualche modo te lo dice…. ADDIO. Ora sono qui nello studio, seduta sulla poltrona e mi chiedo se lui sia mai esistito o se la mia mente ha concretizzato una nostalgica fantasia. …. ” non riesco a inviare una foto mi aiuti ????” ” Arrivo”
