Pubblicato in: VIAGGI

VACANZE PET FRIENDLY

L’ Italia tra le prime in Europa come nazione amica degli animali

Ad un anno dall’ inizio della pandemia sono qui a domandarmi, cosa potrò fare questa estate? Dovrò rimanere in Italia o mi sarà data la possibilità di varcare i confini? Sì perché, chi come me viaggia in compagnia di un amico a quattro zampe, ha sempre trovato nelle altre nazioni un’offerta più ricca rispetto al “Bel Paese”. Non volendomi trovare impreparata e per sconfiggere il senso di apatia regalato da questo periodo negativo che stiamo vivendo, ho iniziato a cercare offerte e sono rimasta colpita da una piacevole scoperta. L’Italia è al 3° posto in Europa per offerta di strutture che accolgono i nostri animali domestici.  Prima di lei troviamo la Francia, dove difficilmente incontreremo un cagnolino legato fuori da un negozio o da un ristornate, dove è possibile portare i nostri animali sui mezzi pubblici, talvolta anche solo con un guinzaglio senza bisogno di un trasportino. Al secondo posto troviamo la Germania dove le limitazioni sono direttamente proporzionali alla taglia dell’animale. Può capitare infatti che sia interdetta l’entrata in un ristorante ad un cane solo perché di grossa taglia. Medaglia di bronzo all’ Italia dove, grazie alla crescente domanda da parte dei vacanzieri di poter soggiornare con i propri animali domestici, sempre più strutture hanno deciso di accettare i nuovi ospiti. Per quanto riguarda i mezzi pubblici più che una limitazione è probabile dover pagare una tariffa ridotta per il trasporto dei nostri amici, oltre l’obbligo di far indossare ai cani una museruola. La classifica stilata da “Escape Here” per determinare gli otto paesi Europei più Pet Friendly, non tiene conto quindi solo delle strutture che ospitano i turisti ma anche della possibilità di accedere a ristoranti, mezzi pubblici, negozi con i nostri amici a quattro zampe.  Ma per quanto riguarda i musei? Ricordo un anno in Francia due ragazzi italiani, in vacanza con il loro cane, che hanno trovato molte difficolta nel visitare chiese e musei con il loro amico. In Italia la normativa prevede che un cane portato al guinzaglio e con la museruola possa accedere ai luoghi pubblici, per intenderci nei parchi, mentre per quanto riguarda luoghi aperti al pubblico è a discrezione del proprietario del locale. Per chiarire, l’ingresso ad un museo è subordinato alle regole dettate dalla direzione del museo stesso, quindi è bene informarsi prima di intraprendere il viaggio in quella località. Se invece siamo “spiaggia addicted” consideriamoci più fortunati, sono molti gli stabilimenti che riservono una zona ai nostri amici a quattro zampe, dove poter rincorrere in libertà un freesbee o semplicemente scavare una buca.

Avete già aperto l’atlante e tolto la polvere dalle valige anche voi invogliati da questa piacevole scoperta?  Date allora una occhiata alla cartina sotto riportata!

Grafico Barbi Marilena  Fonte Travel Appeal

REGIONI ITALIANE
Liguria56,2%
Friuli Venezia Giulia55,3%
Piemonte52,4%
Toscana50,8%
Emilia Romagna49,7%
Trentino Alto Adige48,5%
Lombardia47,1%
Umbria47,0%
Veneto43,7%
Val d’Aosta41,3%
Sardegna40,8%
Marche40,3%
Abruzzo40,2%
Calabria39,8%
Sicilia39,4%
Puglia38,9%
Campania38,9%
Basilicata38,0%
Molise30,7%
Lazio29,1%

Come possiamo vedere dai dati esposti nella cartina, è sempre più facile trovare strutture che ospitano i nostri animali domestici. Questa ricerca è stata condotta nel 2018 da una startup, Travel appeal, specializzata nel settore travel.

Dalla tabella possiamo vedere che la Liguria è la regione dove sono presenti il maggior numero di strutture che accettano i nostri amici a 4 zampe, mentre fanalini di coda sono le regioni del sud, mete estive per eccellenza.

Va però spezzata una lancia a favore di queste regioni, perché sono quelle che hanno avuto l’aumento più significativo di strutture Pet Friendly negli ultimi anni, in particolar modo, Puglia, Sardegna, Abruzzo e Sicilia.

Ora passiamo a parlare della parte finanziaria. Se in Francia non mi hanno mai chiesto una quota per il mio amico gatto, non posso dire la stessa cosa dell’Austria, dove in una vacanza oltre all’affitto dell’appartamento hanno preteso una tariffa giornaliera per l’amico felino.

In Italia cosa dobbiamo aspettarci?   Il mio consiglio è quello di chiedere sempre al momento della prenotazione perché ogni hotel ha regole diverse, alcuni prevedono un soggiorno gratuito, altri chiedono una piccola tariffa giornaliera, altri ancora chiedono una cifra forfettaria a titolo di pulizia finale della stanza.

Guardando la tabella non lasciatevi però ingannare. Non sempre le regioni che hanno una forte presenza di strutture Pet Friendly sono anche quelle che hanno le percentuali più alte di soggiorni gratuiti. Il Molise, ad esempio, si trova in penultima posizione per numero di strutture ma un 63% di queste offre un soggiorno “free”, viceversa il Trentino ha una percentuale alta di strutture che accettano gli animali ma solamente il 17% offre loro una vacanza gratuita. Che sia influenzato dalla vicina Austria?

L’Italia sta quindi diventato sempre più un paese a misura di animale domestico. Cambiamento benaccetto da coloro che hanno deciso di far entrare nella propria famiglia un cane o un gatto, che possono quindi godere delle vacanze in compagnia dei loro amici e non doverli lasciare in qualche pensione per animali. Una novità particolarmente apprezzata anche dagli animalisti che sperano così di veder diminuire il crudele fenomeno dell’abbandono di animali, fenomeno che in estate ha il suo culmine.

Quindi guinzaglio, trasportino e pronti alla scoperta della nostra bella Italia insieme a tutta la nostra “famiglia allargata”!

M.B.

Piemonte, il turismo che non conoscevo.

Quest’anno, causa pandemia, per le vacanze sono rimasta in Italia. Non volevo una località di mare, avevo il timore di trovarci “il mondo” e il tempo mi ha dato ragione. Volevo rimanere al nord e aiutare anche se in minima parte le regioni che avevano subito più danni. La mia scelta è ricaduta sul Piemonte ed è stata una piacevolissima scoperta. Abbiamo prenotato in un B&B ” Tenuta la Violina “sulle colline Astigiane. Una dimora dell’ 800 curata e mantenuta nel suo aspetto originario che offre camere elegantemente arredate con mobili d’epoca e piccoli dettagli , come un vaso di fiori ad esempio, che rendono l’ambiente meno impersonale. La padrona di casa è una signora gentilissima pronta a far fronte alle esigenze degli ospiti. La formula da noi scelta comprendeva pernottamento e colazione quest’ ultima servita in maniera impeccabile al tavolo apparecchiato all’ esterno su un paesaggio rilassante. In caso di pioggia o di tempo incerto la colazione si svolge all’interno. La tenuta offre la possibilità di pranzare o di cenare, è sufficiente comunicarlo al cameriere al mattino. Abbiamo quindi usufruito di questa possibilità per due sere . La tenuta offre anche un campo da tennis, un piccolo campo da bocce, e una piscina. Abbiamo così potuto alternare gite esplorative a riposanti pomeriggi a prendere il sole. Il Piemonte è sicuramente una regione poco conosciuta se non forse per gli amanti del Vino, Eppure è ricca di piccoli borghi con chiesette suggestive, paesaggi verdeggianti pieni di filari di viti e di …..noccioli. Si perchè non scordiamoci che ad Alba c’è la sede della Ferrero ! Nella città merita sicuramente una visita anche la cattedrale di San Lorenzo.

Acqui Terme, chi non ha sentito parlare di questa cittadina ? E’ il luogo più turistico che abbiamo visto. Non distante dalla Liguria è sicuramente meta di tanti vacanzieri della riviera che si spostano per visitare questa cittadina molto accogliente. La città è veramente molto carina è offre scorci interessanti

La fontana a gradini che ci accoglie all’ingresso della città è un ottimo biglietto da visita, anche se la fontana con l’acqua a 74.5° è sicuramente la principale fonte di attrazione, Dove la possiamo trovare ? nella famosa piazza della Bollente

Il Piemonte è certamente tra le regioni meno pubblicizzate a livello turistico. Se pensiamo tuttavia a Torino come ex capitale d’ Italia non sarà così difficile immaginare quanta storia ha da raccontarci questa terra. Piccoli paesini o città più importanti, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Per chi si avventurasse per la prima volta suggerisco di prendersi del tempo e visitare l’ elegante Torino, forse meno modaiola di Milano, ma ricca di Palazzi e strutture del primo novecento che mi hanno fatto pensare a una Parigi “nostrana”. I prezzi, cosa da non sottovalutare mai, sono veramente competiti. Facendo il confronto ovviamente con la mia terra ( Emilia Romagna ), devo riconoscere che l’offerta incontrata è sicuramente molto vantaggiosa, ad esempio ad Asti in centro ci sono ristoranti o piccole trattorie che offrono menu a prezzo fisso a partire da 10 Euro ! Alle porte di Asti abbiamo cenato in una vecchia stazione di campagna riconvertita a ristorante, molto curata nei dettagli, simulava una carrozza ristorante degli anni 50, una piacevole alternativa al classico locale !

Spero con la mia descrizione di avervi invogliato a conoscere questa terra che nasconde in se tanta Storia .

HOTEL o APPARTAMENTO ?

Photo by Daria Shevtsova on Pexels.com

Anche se nel 2020 parlare di vacanze risulta un po’ anomalo, il quesito ci si ripropone ogni anno, soprattutto se siamo genitori. ” meglio l’hotel o l’appartamento ? ” C’è chi preferisce l’appartamento per non avere vincoli di orario, per poter gestire il bambino senza stravolgergli la vita, per continuare con l’alimentazione che aveva a casa. Altri invece preferiscono la comodità dell’hotel, dove non devi pensare a nulla, tutto è organizzato e gestito dal personale dell’albergo, ma il rischio è quello a volte di dover fare la fila al buffet, o di trovare cibi che non piacciono ai nostri figli …..Quindi quale è la soluzione migliore ? I primi 2 anni di vita di Lorenzo avevamo optato per un appartamento, era vicino al mare, situato in un palazzo dove vivevano i padroni di casa e i loro genitori, quindi una situazione di massima tranquillità. E’ stata per quel periodo sicuramente la soluzione migliore anche perchè ci potevamo permettere quasi 3 settimane di vacanze. Poi mio marito ha cambiato lavoro e i tempi delle ferie si sono ridotti. Abbiamo quindi optato per l’albergo, in modo che anche io potessi riposarmi. Ho scelto questa soluzione per abituare mio figlio alla vita in comune con altre persone, il rispetto per gli spazi altrui ( non gli ho mai permesso di alzarsi da tavola e scorrazzare tra i camerieri ) e soprattutto cercare di fargli provare cibi che non conosceva, anche se Lorenzo è sempre stato un bimbo abbastanza abitudinario nei gusti alimentari . Nel 2012 abbiamo deciso di provare la formula del B&B. Lory era già più grandino ed è stata un ottima soluzione, avevamo la colazione compresa, non avevo un grande appartamento da gestire ma solamente una camera che mi veniva pulita. Un’ altra ottima soluzione che ho provato con Lorenzo grandicello è stato il campeggio. Attualmente in Italia si trovano molti camping ben curati che strizzano l’occhio ai villaggi, sono infatti corredati di piscina e animatori. Il campeggio permette la libertà di un appartamento ma l’organizzazione di un villaggio vacanze, spesso all’interno oltre ad un piccolo market si può trovare un ristorante con prezzi accessibili. Quest’ ultima soluzione è ottimale non solo se si hanno figli piccoli ma anche adolescenti perchè hanno la loro libertà di movimento e soprattutto è facile per loro farsi nuovi amici . Quindi a questo punto non vi resta che provare la formula più adatta a voi e fatemi sapere !

VIAGGIARE CON LA FAMIGLIA

Quando 20 anni fa ho iniziato a viaggiare con mio figlio non era una cosa scontata come oggi. Non ho certo la pretesa di insegnare come viaggiare con i bambini, primo perchè esistono moltissimi blog dove mamme viaggiatrici danno consigli, secondo perchè sono passati molti anni da quando mio figlio era piccolo e le cose sono cambiate e per ultimo …..non credo che esistano regole adatte a tutti …bisogna sempre ascoltare i nostri figli, e il portafoglio. Come al solito se non abbiamo limiti di spesa, tutto risulta più facile ma se abbiamo un bilancio famigliare ? E’ un punto che ho già sottolineato ma credo sia importante. Apro una parentesi da cinquantenne …. siamo sinceri, sui social spesso cerchiamo il profilo che ci fa sognare, quella con una casa da sogno, un guardaroba degno di Carrie Bradshaw, che si alza al mattino e invece che un biglietto del bus, compra un ticket per una destinazione esotica. Poi guardiamo la nostra quotidianità e vediamo pile di panni da lavare, un lavoro dietro uno sterile computer, bimbi urlanti e un guardaroba vecchio nell’anima. Non sentiamoci tristi , cerchiamo di vedere questa vita come un’avventura dove far quadrare tutto e incastrare i vari mattoncini come in un tetris . Quando Lorenzo aveva 3 anni mio marito decise di cambiare lavoro e ci ritrovammo con pochi giorni di ferie. L’idea di spostare “mezza casa” per una settimana di mare non mi entusiasmava, quindi decidemmo di fare una breve vacanza a PARIGI. In molti erano scettici della mia scelta, soprattutto perchè avevo deciso di viaggiare in treno, (TGV) e senza passeggino. In realtà mi è bastato programmarmi in base alle esigenze di mio figlio. Al mattino ci alzavamo, facevamo una colazione abbondante, poi iniziavamo a visitare la città cercando di scegliere mete alla portata di un bimbo di tre anni. Se c’è una cosa che non sopporto, sono quei genitori che si ostinano a portare bimbi piccoli a vedere monumenti, pinacoteche, musei non adatti alla loro età pensando che la visione di un quadro possa per osmosi far diventare i loro figli novelli Picasso. . Ecco genitori provate a pensare cosa vi ricordate dei vostri 2 – 3 anni …io ben poco. Se un bambino ha qualche attitudine è giusto seguirla, in alternativa non trovo giusto che i visitatori di un museo si ritrovino baby-sitter inconsapevoli dei vostri figli. In passato questo mio pensiero era abbastanza condiviso, oggi non credo che sia molto popolare. A Parigi sono riuscita a vedere la Conciergerie , raccontando che era una prigione dove avevano rinchiuso una regina e la ricostruzione della cella con i manichini mi è venuta certamente in aiuto. A Notre-Dame ho raccontato che dentro la chiesa si nascondeva un fantasma e che lui doveva guardare in alto perchè si nascondeva tra i rosoni ….e lui ha passato il tempo a dire..” è là mamma, l’ho visto.!…” . Sicuramente però la città delle scienze e dell’industria è stato il museo che ha preferito. All’interno ci sono due padiglioni dedicati ai bambini uno per bimbi dai 2 ai 7 anni e l’altro dai 5 ai 12 anni. (il costo del biglietto per la città dei bimbi è a parte ). Ecco credo proprio che questa sia stata la parte più divertente per mio figlio. Dopo aver dedicato al mattino tempo per le visite delle attrazioni, cercavamo un ristorante o un piccolo bistrot per mangiare. Poi riprendevamo il nostro giro e verso le 16.00 tornavamo all’hotel, dopo un piccolo riposo ( che mio figlio spesso iniziava già sul metrò) ci preparavamo per la cena. Il nostro hotel era situato nel quartiere di Montparnasse, vicino avevamo ristorantini e Bistrot situati nel Boulevard che prendono il nome dallo stesso quartiere. Spesso se consultate i menù posti all’esterno dei locali potreste essere frenati dal prezzo che a prima vista potrebbe apparire alto. Parigi è sicuramente una città cara, tuttavia considerate che vi portano una caraffa d’acqua di rubinetto che non è così cattiva, che spesso se prendete un piatto con la bistecca c’è già compreso un piccolo contorno, che il coperto non si paga. Cosa sia rimasto di questa gita nei ricordi di mio figlio ? beh ben poco, e non credo sia dovuto alla poca memoria di Lorenzo ma al fatto che fosse piccolo. Anche se questo potrebbe essere un deterrente, ( chi ce lo fa fare di sobbarcarci ore di treno o macchina, camminate estenuanti in giro per città con bambini a volte capricciosi) se tornassi indietro rifarei tutto esattamente come ho fatto . Quindi cari genitori se viaggiate con la speranza di ricordi futuri di quella memorabile vacanza….forse andrete incontro a qualche delusione, se invece, come ho fatto io, viaggiate con l’intenzione di far “assaporare” a vostro figlio usi e costumi diversi, adattandovi a ritmi che scombinano la quotidianità della vostra famiglia, consapevoli che in fondo 10 giorni ( purtroppo ) passano in fretta e il non mangiare ai soliti orari non “rovina” la vita dei vostri figli , beh se appartenete a questa seconda categoria, forza non appena apriranno le frontiere ( anche regionali) “zaino” in spalla e pronti per una nuova avventura !

SALON DE THE’ AVEC DES CHATS

Non sono una estimatrice culinaria, nel senso che quando viaggio sono disposta a scendere a compromessi per quanto riguarda i pasti. Ho visto spesso dei blog di viaggi dove evidentemente le persone che li hanno scritti si possono permettere vacanze senza guardare troppo al portafoglio. Ma per chi invece deve fare i conti con un bilancio famigliare quali possibilità ha ? Deve obbligatoriamente rinunciare a certe vacanze ? Mi sento di rispondere NO ! deve solamente fare delle scelte, decidere e focalizzare lo scopo del suo viaggio e da qui programmare la vacanza. Mio marito ed io abbiamo gusti culinari molto diversi, ma entrambi preferiamo destinare parte del budget delle vacanze alla visita di musei o attrazioni, per questo motivo spesso ci accontentiamo di un panino o un fast food. Apro una parentesi virtuale, all’ estero c’è una vasta scelta di catene di ristoranti rivolte spesso a una clientela giovane ma che può soddisfare anche turisti di media età come noi. Ad esempio questa estate abbiamo trovato un fast food dove non servivano panini bensì insalate. Sceglievi la base ( una insalata verde o pasta o riso o un mix di questi ingredienti) poi a seconda del menù la arricchivi con 4 o 6 ingredienti, scelti tra una ventina circa di offerte che spaziavano tra pesce, salumi legumi, frutta secca ecc….e per finire sceglievi come condire il tuo piatto; anche la bevanda compresa nel prezzo poteva spaziare dalla semplice acqua, ad una bibita o un bicchiere di succo spremuto a fresco. Pur non avendo come scopo principale nelle nostre vacanze testare la cucina del luogo, ci riserviamo di fare qualche pasto in locali caratteristici. A Bordeaux la scelta è caduta su un salone da Thè. Abbiamo infatti scovato un locale particolare non tanto nei piatti offerti quanto nei proprietari … i padroni di casa sono 9 gatti che appartengono al gestore del salone.

Prima di entrare ti vengono elencate le regole alle quale bisogna sottostare: si può accarezzare i gatti ma non si possono prendere in braccio, si possono fotografare ma non si può dar loro da mangiare e prima di entrare è obbligatorio igienizzarsi le mani. L’intero locale è stato creato a misura di gatto, non ci sono tavoli ma poltroncine con un piccolo tavolino da caffè e per chi preferisce c’è anche una piccola zona esterna creata in un minuscolo e grazioso giardinetto. Come pranzo, offrono al prezzo di 15€. la boule di Budda, acqua e un dolce, il tutto fatto rigorosamente in casa. La boule è un recipiente con una insalata guarnita da germogli , rapanelli, e un terzo ingrediente a scelta ( il giorno che siamo andati si poteva avere o petto d’anatra, o tonno, o formaggi ). Credetemi il mangiare passa in secondo piano, l’ atmosfera che si respira è magica, i gatti girano per il locale per nulla spaventati, alcuni invece sonnecchiano su mensole create ad hoc per loro il tutto accompagnato da una musica in sottofondo e da persone che quasi bisbigliano per non rovinare l’atmosfera…. non ci crederete ma mi sono rilassata ! I 15€. meglio spesi ! p.s. Rientrata in Italia ho saputo che esistono due locali simili a Torino, non resta che scoprirlo !

LITTLE TRIP

Si viaggiare evitando le buche più dure…..

Ogni volta che viaggio verso Ovest e passo sotto il 45° parallelo mi sembra di attraversare un gate temporale . E’ strano lo so, non ha senso , ma è come se fossi “trasportata” in un altro “spicchio” del mondo. Quest’anno sono stata anche brava, mi sono ricordata di fotografarlo . Ero in viaggio verso il nostro “little trip” estivo: Lione – Bordeaux – Chambery. Inizialmente avevamo pensato di fare il viaggio in aereo, ma questo ci avrebbe limitato nel voler visitare le famose dune di Arcachon. Quindi abbiamo programmato il viaggio con una tappa sia all’andata che al ritorno.

Continua a leggere