IL VOLO

Certo che il mio capo quando ci si mette è proprio pesante. Avevo chiesto un giorno di ferie per partire con le mie amiche e andare a festeggiare l’addio al nubilato di Carlotta. Invece ho dovuto partecipare a una stupidissima riunione che poteva essere tranquillamente posticipata. Mi toccherà partire domani, volare da sola e questo mi terrorizza. Io amo viaggiare, vorrei avere più tempo per poterlo fare, ma allo stesso tempo il tragitto mi mette sempre ansia.
Inutile pensarci ora Finisco di preparare il bagaglio a mano e poi cerco di riposarmi. Magari sarò più rilassata.
La sveglia suona alle 8.30. Ho tutto il tempo di farmi una doccia, vestirmi e recarmi all’aeroporto. Il volo parte alle 14.00.
Mi preparo un caffè e mangio due biscotti, non voglio appesantirmi. Poi chiudo la valigia. No, aspetta devo mettere il mio ebook in borsa. Non viaggio mai senza. Magari lo leggerò in volo, così sarò distratta.
Abbigliamento comodo un piumino 100gr, un jeans, una t-shirt oversize e sneaker. L’immancabile sciarpina, quasi la mia copertina di Linus, sempre presente nei miei viaggi. Breve sguardo allo specchio. Si posso andare. 40 minuti dopo sono già all’aeroporto. Individuato il desk dove mi rilasceranno il biglietto, mi metto alla ricerca di un bar, dove comprare una bottiiglietta d’acqua e un tramezzino. Cerco un posto da sedere un po’ lontano dalla folla e mi gusto il mio pranzo. Prendo dalla borsa il mio ebook e leggo alcune pagine. Amo la storia di questa ragazza che dopo esser stata lasciata dal fidanzato durante una vacanza, si inventa un nuovo lavoro e una nuova vita in un paese sconosciuto. A volte vorrei avere io questa forza di reinventarmi. Il tempo passa velocemente e posso già mettermi in fila per il check-in. Posto a sedere 12 D. per fortuna non sono vicino al finestrino. Soffro di vertigini, poi non ho alcuna voglia che il mio vicino di posto si sporga verso me per vedere fuori, che poi chissà che c’è da vedere !
Mi avvio con calma al gate e seguo il serpentello per raggiungere il controllo di sicurezza. Per essere marzo ce ne sono di persone che partono ! La tizia dietro di me sembra aver fretta, mi sta letteralmente attaccata. Apro la valigia e tiro fuori i sacchettini con i prodotti formato viaggio, mentre dalla borsa tiro fuori l’ebook e il cellulare. Passo sotto il metal detector e la Tizia con tacco dieci mi è dietro smaniosa. Afferro tutto velocemente e ripongo il cellulare in borsa e il resto in valigia e mi dirigo alla ricerca del gate numero tre. Caspita i posti a sedere sono quasi tutti occupati. Parigi è una meta che attira tutto l’anno. Decido quindi di sedere al gate quattro prestando sempre l’orecchio a ogni annuncio.
Eccomi in fila per l’imbarco e l’ansia comincia a farsi sentire. Prima di salire mettono il bagaglio a mano nella stiva quindi ho solo la mia borsetta. Trovato il 12 D, dopo essermi tolta il piumino, mi metto a sedere, sistemo il seggiolino, ripongo la borsa sotto quello davanti a me e mi allaccio la cintura. Sento una presenza accanto a me. Mi volto e vedo un ragazzo sui 25 anni, alto circa 1,75, biondo, occhi verde oliva, carnagione dorata che mi fissa. In pochi secondi realizzo che è il mio “compagno di viaggio”. Stacco la cintura e lo faccio passare. Il ragazzo ha una calma invidiabile. Si è già tolto la giacca che ha sistemato nella cappelliera. Si sistema al suo posto, apre le bocchette dell’aria condizionata. Si infila la felpa sulla camicia. Estrae dallo zaino, prima di riporlo sotto il sedile di fronte, il cellulare, gli auricolari e un ebook. Caspita mi fa sempre strano vedere un ragazzo giovane con un libro in mano.
Si infila le cuffiette e chiude gli occhi. Come lo invidio! beh aspetta posso prendere anche io il mio ebook…..Nooo! Per colpa della Tizia ho riposto il mio adorato “libro” nella valigia che ora è nella stiva.
L’hostess ha già iniziato a dare le istruzioni di sicurezza che tutti guardano ma che credo in pochi si ricorderebbero in caso di effettiva necessità. L’aereo si mette in posizione e inizia ad accelerare, si stacca dal suolo. Bene siamo partiti. Respira, respira, respira….
Siamo in viaggio da mezz’ora e …cosa è stato? Un vuoto d’aria, poi un altro ancora poi trema tutto! Ma che sta succedendo ?
Ecco un altro vuoto d’aria e nell’aereo si sentono dei gridolini di preoccupazione.
Un altro sobbalzo ed io allargo le mani ed invece di afferrare il poggiolo afferro le mani del ragazzo, che apre gli occhi mi guarda.
Caspita che figuraccia, lo guardo e sussurro un << I’m sorry. >> Lui gentilmente mi porge la sua mano per rassicurarmi. Non è credibile che un ragazzino cerchi di rassicurarmi, quindi gentilmente rifiuto. Ma sono ancora terrorizzata. Lui deve essersene accorto, si stacca una cuffietta dall’orecchio e me la porge. La avvicino al mio e parte una musica francese che mi ricorda molto lo stile dei Manu Chao. Quanti ricordi del passato che riaffiorano. Non me ne accorgo ma sto già meglio.
Siamo atterrati. Il resto del volo è stato tranquillo probabilmente era stata solo un po’ di turbolenza sopra le Alpi.
Restituisco l’auricolare al proprietario e ringrazio << Thanks. >> Poi mi avvio all’uscita. Meglio non soffermarsi troppo, non ho alcuna voglia di intavolare una conversazione di circostanza.
Esco dal gate e cerco con lo sguardo le mie amiche.
Ad aspettarmi ci sono Laura e Carlotta. Laura è la più esuberante tra di noi. Il suo motto è “ogni lasciata, è persa “. Ha 30 anni, è la più giovane del gruppetto. E’ certamente una ragazza che non passa inosservata. Alta 1,70, carnagione olivastra, grandi occhi verde-nocciola, e una massa di ricci castano-ramato.
Carlotta ha 31 anni ed è la festeggiata. Tra due mesi si sposerà con il ragazzo di sempre: Giorgio. Lei è l’esatto opposto di Laura. Non ho mai incontrato una persona più calma e tranquilla di lei. E’ veramente difficile litigarci. Con questo non voglio dire che sia una persona senza spina dorsale. Al contrario, ha le idee ben chiare. Ma ha un modo di esporle che è difficile dirle di no. Sicuramente il suo aspetto la aiuta molto. Minuta, con lunghi capelli biondo chiaro, una carnagione diafana e due grandi occhi blu. Come si fa a discutere con un angelo ? Poi ci sono io. Sono la più grande ( mi rifiuto di usare il termine vecchia ) ho 33 anni. Sono un giusto mix tra le mie amiche. Non sono alta come Laura e non sono magra come Carlotta. Potrei dire che sono una normale 42, sviluppata in 1,63 di altezza. Ho capelli medio lunghi biondo scuro e due occhi verdi a mandorla, il mio punto di forza. Non sono certamente dolce come Carlotta, ma sono più riflessiva di Laura.
Ecco che vedo le mie amiche. Agito la mano e mi vedono.
<< Emma hai fatto buon viaggio ? >> chiede Carlotta
<< Insomma. Per me è sempre difficile giudicare buono un viaggio. >>
Ci avviamo all’uscita in cerca di un taxì quando sento dire << Au revoir. >> Mi volto ed è il ragazzo dell’aereo che mi saluta.
Subito Laura che non le sfugge nulla mi chiede << Chi è il ragazzino? >> – << il mio vicino di seggiolino. >> rispondo in maniera evasiva. Di certo non ho alcuna voglia in questo momento di raccontare quanto accaduto. Soprattutto a Laura. Ci sarà tempo.
Ma Laura non è una che si arrende e subito incalza << Grazioso, hai dovuto tenergli la mano per il viaggio per rassicurarlo ? >>
Arrossisco, non ci posso far nulla è sempre stato così. Il mio tallone d’Achille. Quando mi sento in imbarazzo divento rossa….
<< Ecco, veramente è stato lui che si è offerto di tenermi la mano, ma ho rifiutato e quindi…>>
<< Quindi ? >> chiede Laura sempre più curiosa.
<< Quindi mi ha fatto ascoltare la musica che stava ascoltando anche lui e mi sono tranquillizzata. E ora cerchiamo un taxi sono stanca e vorrei andare in hotel. >> Il mio tono si è fatto un po’ sbrigativo e subito Carlotta interviene
<< Laura lascia stare Emma. Sai che non ama volare sola. Forza cerchiamo un taxi ! >>


