VIAGGIARE CON LA FAMIGLIA

Quando 20 anni fa ho iniziato a viaggiare con mio figlio non era una cosa scontata come oggi. Non ho certo la pretesa di insegnare come viaggiare con i bambini, primo perchè esistono moltissimi blog dove mamme viaggiatrici danno consigli, secondo perchè sono passati molti anni da quando mio figlio era piccolo e le cose sono cambiate e per ultimo …..non credo che esistano regole adatte a tutti …bisogna sempre ascoltare i nostri figli, e il portafoglio. Come al solito se non abbiamo limiti di spesa, tutto risulta più facile ma se abbiamo un bilancio famigliare ? E’ un punto che ho già sottolineato ma credo sia importante. Apro una parentesi da cinquantenne …. siamo sinceri, sui social spesso cerchiamo il profilo che ci fa sognare, quella con una casa da sogno, un guardaroba degno di Carrie Bradshaw, che si alza al mattino e invece che un biglietto del bus, compra un ticket per una destinazione esotica. Poi guardiamo la nostra quotidianità e vediamo pile di panni da lavare, un lavoro dietro uno sterile computer, bimbi urlanti e un guardaroba vecchio nell’anima. Non sentiamoci tristi , cerchiamo di vedere questa vita come un’avventura dove far quadrare tutto e incastrare i vari mattoncini come in un tetris . Quando Lorenzo aveva 3 anni mio marito decise di cambiare lavoro e ci ritrovammo con pochi giorni di ferie. L’idea di spostare “mezza casa” per una settimana di mare non mi entusiasmava, quindi decidemmo di fare una breve vacanza a PARIGI. In molti erano scettici della mia scelta, soprattutto perchè avevo deciso di viaggiare in treno, (TGV) e senza passeggino. In realtà mi è bastato programmarmi in base alle esigenze di mio figlio. Al mattino ci alzavamo, facevamo una colazione abbondante, poi iniziavamo a visitare la città cercando di scegliere mete alla portata di un bimbo di tre anni. Se c’è una cosa che non sopporto, sono quei genitori che si ostinano a portare bimbi piccoli a vedere monumenti, pinacoteche, musei non adatti alla loro età pensando che la visione di un quadro possa per osmosi far diventare i loro figli novelli Picasso. . Ecco genitori provate a pensare cosa vi ricordate dei vostri 2 – 3 anni …io ben poco. Se un bambino ha qualche attitudine è giusto seguirla, in alternativa non trovo giusto che i visitatori di un museo si ritrovino baby-sitter inconsapevoli dei vostri figli. In passato questo mio pensiero era abbastanza condiviso, oggi non credo che sia molto popolare. A Parigi sono riuscita a vedere la Conciergerie , raccontando che era una prigione dove avevano rinchiuso una regina e la ricostruzione della cella con i manichini mi è venuta certamente in aiuto. A Notre-Dame ho raccontato che dentro la chiesa si nascondeva un fantasma e che lui doveva guardare in alto perchè si nascondeva tra i rosoni ….e lui ha passato il tempo a dire..” è là mamma, l’ho visto.!…” . Sicuramente però la città delle scienze e dell’industria è stato il museo che ha preferito. All’interno ci sono due padiglioni dedicati ai bambini uno per bimbi dai 2 ai 7 anni e l’altro dai 5 ai 12 anni. (il costo del biglietto per la città dei bimbi è a parte ). Ecco credo proprio che questa sia stata la parte più divertente per mio figlio. Dopo aver dedicato al mattino tempo per le visite delle attrazioni, cercavamo un ristorante o un piccolo bistrot per mangiare. Poi riprendevamo il nostro giro e verso le 16.00 tornavamo all’hotel, dopo un piccolo riposo ( che mio figlio spesso iniziava già sul metrò) ci preparavamo per la cena. Il nostro hotel era situato nel quartiere di Montparnasse, vicino avevamo ristorantini e Bistrot situati nel Boulevard che prendono il nome dallo stesso quartiere. Spesso se consultate i menù posti all’esterno dei locali potreste essere frenati dal prezzo che a prima vista potrebbe apparire alto. Parigi è sicuramente una città cara, tuttavia considerate che vi portano una caraffa d’acqua di rubinetto che non è così cattiva, che spesso se prendete un piatto con la bistecca c’è già compreso un piccolo contorno, che il coperto non si paga. Cosa sia rimasto di questa gita nei ricordi di mio figlio ? beh ben poco, e non credo sia dovuto alla poca memoria di Lorenzo ma al fatto che fosse piccolo. Anche se questo potrebbe essere un deterrente, ( chi ce lo fa fare di sobbarcarci ore di treno o macchina, camminate estenuanti in giro per città con bambini a volte capricciosi) se tornassi indietro rifarei tutto esattamente come ho fatto . Quindi cari genitori se viaggiate con la speranza di ricordi futuri di quella memorabile vacanza….forse andrete incontro a qualche delusione, se invece, come ho fatto io, viaggiate con l’intenzione di far “assaporare” a vostro figlio usi e costumi diversi, adattandovi a ritmi che scombinano la quotidianità della vostra famiglia, consapevoli che in fondo 10 giorni ( purtroppo ) passano in fretta e il non mangiare ai soliti orari non “rovina” la vita dei vostri figli , beh se appartenete a questa seconda categoria, forza non appena apriranno le frontiere ( anche regionali) “zaino” in spalla e pronti per una nuova avventura !
