PAMPERO O PAPPAPPERO?

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I miei lettori si chiederanno: ma in ufficio nessuna novità.??? In realtà volevo vedere l’evolversi degli eventi perché, qui suggerisco di mettervi seduti e comodi, il collega è tornato a scherzare con me ! Ebbene sì ….battuttine a doppio senso e addirittura qualche messaggio su whatsapp… Tuttavia, il detto recita ” il lupo perde il pelo e non il vizio” e calza a pennello con la mia situazione.

L’amicizia con la ragazza è cresciuta a soddisfazione soprattutto di lei che per ogni lavoro che le viene assegnato non perde occasione per chiedere “consiglio” al collega. Se ero contenta della velocità con cui inseriva i documenti mi sono dovuta ricredere quando li ho controllati. Che sia il “leggero chiacchiericcio” che accompagna il loro lavoro in ufficio?? Sì perché il duo ( ora diventato trio con l’arrivo di uno stagista ) parla in continuazione e non è un eufemismo … parlano proprio di ogni ma soprattutto di cose …. da ragazzini che portono ad una ilarità dal suono quasi sforzato. Considerando che non riuscivo a ridere alle cazzate ( perdonate l’inglesismo ) neanche da ragazza , figuriamoci da anta/anta quale sono !!!!

Oggi appena entrata, la ragazza, ha proposto un pranzo al favoloso “Mc’donalds” chiedendo al trentenne se si univa, poi a seguire gli inviti si sono rivolti allo stagista e alla signora anta. escludendo me. Ora il mio silenzio lavorativo deve aver fatto credere che fossi assente in ufficio perché lungi da me pensare che sia stato FATTO VOLONTARIAMENTE

Le giornate nascono storte quasi fin dal primo mattino e io non mi sono sottratta a questo Karma. Ho ricevuto una brutta notizia che mi ha lasciato il classico groppo in gola che non voleva scendere. Ora immaginate l’essere palesemente esclusa da una ragazzina che potrebbe essere mia figlia e che è l’ultima arrivata, supportata dal ragazzo che a giorni alterni, come le targhe, mi usa a modi yo-yo … prima scherza poi si arrabbia, prima scherza, poi si arrabbia. … E’ un po’ come essere “buttata giù da un aereo e non sapere fino all’ultimo se quello che ho sulle spalle è un paracadute o lo zaino di scuola di mia nipote !!!”

Purtroppo uno dei miei tantissimi difetti è il dover esternare il mio malessere… un po’ come una pentola a pressione quando deve “sfiatare”. Così uscito il gruppo “asilo” alla sig.ra Anta ho esternato il mio malumore. Lei amica di lunga data del trentenne ha tentato in tutti i modi di difenderlo ( neanche Perry Mason avrebbe potuto far meglio ) senza però ottenere risultati anzi alla fine tra i denti ha dovuto ammettere che il trentenne aveva sbagliato. Ha poi aggiunto che lei non avrebbe riportato le mie confidenze. Le ho risposto che il mio sfogo era tale ma fine a se stesso e che dall’alto dei miei anta/anta ero in grado di dire “vis a vis” il mio disappunto . Così è stato fatto appena entrato il ragazzo l’ho guardato e gli ho detto senza giri di parole e con un lessico a lui consono “ti sto proprio sul cazzo visto che non mi hai chiesto se volevo venire al Mc con voi ?” Il trentenne da uomo maturo quale è, con gli occhi che girovagavano per l’ufficio in cerca di una ispirazione divina alla quale sblognare la colpa, l’ha trovata nella ragazza …. “E’ colpa di ….. io non ho fatto nulla “…..

Mi sono alzata per andare nell’ufficio del capo e passando ho gentilmente dato un buffetto alla ragazza dicendo “grazie per l’invito al Mc” …. Svegliatasi in quel preciso istante … si è accorta che ero in ufficio … e come una provetta pattinatrice sul ghiaccio…. ” ah è stata una cosa decisa all’ultimo, scusa… ” e ora gentile lettore concedimi una espressione tipicamente da generazione z …. poco letteraria…. ” scusa il cazzo !!!!” che esterno a te …ma che mi sono trattenuta dal dire … in ufficio … ho sorriso ho detto non c’è problema …ma dentro di me mi sono detta…. da adesso tutti gli errori che trovo …. non te li faccio passare…. “pappappero” to be continued

GLI SPECCHI DEFORMANTI

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Non vi è mai capitato di sentirvi come nella casa degli specchi, davanti a un vostro riflesso distorto. Voi siete normali, non troppo alti e lo specchio vi mostra bassi e tarchiati. Chi è con voi è convinto che quella sia la vostra vera natura; per quanto voi cerchiate di dire che non siete così, loro vi vedono bassi e tarchiati Magari aggiungono anche un” per l’altezza non si può far nulla ma cerca di fare del moto “. Così una distorta immagine spinge le persone a giudicarvi ops a suggerirvi di essere diversi.

“io non giudico, a me vanno bene le persone per come sono. Tuttavia, se tu potessi essere meno bassa….” No non posso esserlo principalmente perché io mi piaccio “bassa” e non faccio del male a nessuno, non faccio ombra a nessuno. Sì “bassa” mi piaccio.

Non vi è mai capitato di sentirvi nella vita come se steste camminando su un marciapiede pieno di buche. Fate molta attenzione perché sapete che potete farvi del male; ma poi alzate la testa per essere educato e salutare un amico/a ed ecco che il piede perde terreno e il dolore alla caviglia si fa intenso. Eppure era solo un amico/a che ci salutava e involontariamente ci hanno fatto “del male”

Non vi è mai capitato di sentirvi come nella casa degli orrori, sapete che è tutta finzione ma al primo grido …. vi accorgete che siete stati voi a urlare.

LA DIVISIONE DEL RUSTICO

Quando si è considerati adulti? L’età è veramente l’indicatore della nostra maturità ? Sicuramente per lo Stato il compimento dei nostri fantastici 18 anni è il passaggio dalla adolescenza all’essere adulti …. ma credetemi ho l’esempio tangibile che l’età è solo una questione di numeri …. Se avete avuto “l’onore” di leggere il mio precedente articolo, saprete che lavoro in un ufficio dove sono stata declassata da “amica” a “collega” …pronunciato ultimamente sulla punta delle labbra… con tutto quello che ne consegue….

Quindi secondo voi chi sono i fanciulli rinchiusi in corpi decisamente adulti ? Il “ragazzino” e la donna anta…. amici da sempre e indicatori del “bello o brutto” tempo in ufficio. Ebbene si …l’unica che dimostra la giusta maturità, è la ragazzina più giovane… e naturalmente la sottoscritta già in precedenza definita “troppo grande”.

Oggi voglio dare spazio all’unico uomo/collega che ho ( scusate ma mi scappa da ridere solo a scrivere questa definizione ripensando alle ultime settimane). Come sapete non sono più sua amica e se pensavo di passare indenne a questo declassamento, lui non perde occasione per farmi capire che non “scherzerà” più con me. A rischio di apparire poco di classe la parola che mi viene da scrivere in questo momento è: chi se ne frega???!!! E lo direi se non fosse che il suddetto “uomo” oltre a non ridere alle mie battute ( devo riconoscergli una grande forza di volontà ) non mi aiuta più sul lavoro. Dovete sapere che il mio percorso in questo ufficio è iniziato a giugno e non ho ancora dimestichezza con tutti gli aspetti del programma che usiamo. L’altro giorno gli ho chiesto gentilmente di darmi spiegazione in merito all’utilizzo di una funzione … la risposta è stata ” hai gli appunti, usa quelli ” . Il fatto è che non si tira mai indietro quando deve spiegare alla ragazza i vari processi, anche più volte nello stesso giorno. Ok non venitemi a dire anche voi che sono gelosa, sì perché questo uomo è convinto che il mio disappunto sia dovuto ad una “strana forma di gelosia”, non dal fatto che mi sta facendo fare una figura non “brillante” e che essendo a tempo determinato vedo sempre più lontana la possibilità di una conferma. Che poi diciamocela tutta voglio veramente essere confermata ? I datori di lavoro sono due persone fantastiche ed era da tanto tempo che non mi trovavo così bene. Quindi se fosse per loro la mia risposta sarebbe Sì ! voglio essere riconfermata ! Ma poi vedo la “faccina” del mio dirimpettaio di scrivania con le labbra imbronciate come i bimbi quando fanno i capricci, solo perché gli ho chiesto ” tutto bene? e fammelo un sorriso !!!!”

Io sono una persona molto permalosa, ma sul posto di lavoro cerco di essere “solare” nonostante la mia pelle “lunare” , ma credetemi che neanche se mi chiamassi Giobbe avrei tutta la pazienza necessaria per questi personaggi . Oggi credo che abbiamo raggiunto l’apice del ” dimmi che non sei ben accettata in ufficio senza dire che ti odiano “. La ragazzina ha portato da assaggiare una specialità del suo paese e ne è avanzata un bel pezzo. Al momento di decidere come spartire il “bottino” la signora Anta forse non brillante nelle divisioni ha detto ” te ( la sottoscritta ) non lo vuoi vero ? tanto sei brava a cucinare te lo fai a casa tranquillamente ” … e qui il ragazzino ha iniziato a ridacchiare … si lui ride sempre … sempre …sempre per ogni cosa che la sua AMICA dice anche la più banale : oh non chiudete mai la porta … ahahahhah Ho lasciato l’ìagenda in macchina ahahhahah ecc….

Ora concentrarsi con uno che ride sempre non è facile in un open space. L’altro giorno gli ho detto che se mai deciderò di diventare una comica lo voglio tra il pubblico in sala perché riesce a ridere per ogni cosa !!!! Poi mentre lo dicevo mi sono ricordata che non sono una sua AMICA e quindi non posso fare battute divertenti ! Ed ecco che è nuovamente riapparso sul suo viso il broncio fanciullesco …. che con la barba è un pochino distonico !!! to be continued…..

LA VOGLIA DI DISTURBARE

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A voi non capita mai quella giornata in cui vi sentite tranquilli, sereni… decidete di andare su un social e di leggere a random cosa scrivono i vostri amici e uno cattura la vostra attenzione, fate quindi un commento, innocente … e zac il creatore del post risponde …. ma in una maniera tale che vi sembra di sentire la sua voce … un po’ acida. E’ capitato a me nei giorni scorsi. Ero su facebook e vedo ( in occasione della giornata della memoria ) la foto di una ragazzina polacca uccisa nel campo di Auschwizt. La foto è stata “colorata” da una artista, per dare maggior impatto al pubblico. Nel vederla noto un triangolo rosso sull’uniforme della ragazza e di getto scrivo sotto il post. ” un triangolo rosso doveva essere una prigioniera politica ” . La creatrice del post risponde ” se lo dici tu, per me è il simbolo dei prigionieri dei maledetti campi di concentramento nazisti. ” Come ho detto oggi ero tranquilla quindi non avevo certo voglia di intavolare una discussione, in nome di cosa ? del fatto che la gente vede ma non legge e se legge non capisce. ? Rispondo che ai prigionieri venivano dati simboli che li “catalogavano ” ( che orribile termine ) in base al motivo per cui erano rinchiusi, il triangolo rosso identificava i prigionieri politici. La risposta non tarda ad arrivare ” Convinta tu …. ma il tuo commento iniziale ?? ” Scorro in alto e lo rileggo …. e cerco io di capire cosa non è chiaro . E mi faccio coraggio e dico che sono io che non capisco e domando se pensa che stia minimizzando il contenuto della foto. A volte le persone si aspettano reazioni che non avvengono ! ne segue una domanda ancora più dubbiosa dalla mia interlocutrice …” eh?” Respiro piano e rispondo che ho appena finito un libro in cui si parlava dei “segni rossi” e quindi mi sono documentata cosa significasser. Risposta finale Brava. Continua così ! …. ora non so voi ma io non ho sentito nella mia testa un tono di voce gentile. Le mani hanno iniziato a scrivere se vuoi ti dico il titolo del libro, oppure perchè non ti documenti anche tu … poi ho respirato piano e ho scritto Grazie ! …. NON SI PUO’ CAVAR SANGUE DA UNA RAPA …. Se però a voi fa piacere conoscere il titolo del libro che ho appena finito di leggere eccolo ” la lettera perduta di Auschwizt”. Il libro ambientato a Berlino nel 1989, nei giorni che seguono la caduta del muro, parla di una donna che si prende cura del padre morente. Scopre sul polso del genitore, sotto l’orologio, il classico marchio lasciato ai prigionieri dai nazisti. Il padre è stato rinchiuso ad Auschwitz…. e lei non ne ha mai saputo nulla. Ecco che il libro inizia un racconto in due momenti temporali diversi: il 1989 e il 1944. La scoperta di una divisa in un borsone nell’armadio della madre morta, sarà il punto di partenza per scoprire cosa è successo nel lontano 1944.

Bene non aggiungo altro, vi lascio il gusto di una lettura all'inizio un po' lenta ma che saprà prendere cammin facendo.                                                                                                                                                                                        

… un’altra “sconfitta”

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Una mattina ti alzi e compi le stesse azioni di routine: apri la finestra ( anche oggi cielo grigio), bagno, colazione, e divano con la tua serie preferita, un po’ di relax prima di iniziare i ritmi della giornata . Prendi il cellulare e sfogli le mail, le pagine e come ogni mattina capiti su quella degli annunci di lavoro …. ed eccolo lì ” cercarsi con urgenza impiegata … ” E’ l’annuncio al quale hai risposto qualche settimana fa, per il quale hai anche sostenuto due colloqui e ti sembravano essere andati bene, ma l’annuncio che leggi è fatto da un’altra agenzia e la tua mente inizia a elaborare che NON SEI STATA SCELTA.

In un nano secondo la tua mente si fa così tante domande che neanche Marzullo riuscirebbe a “dare una risposta” . Se poi tutto questo accade ad una persona pessimista come me …. anche lo spirito Natalizio si congela.

Essere rifiutati dopo un colloquio è destabilizzante perchè ci si pone un sacco di domande: ho sbagliato a presentarmi? ho parlato troppo o troppo poco ? non avevo le competenze ? oppure ne avevo troppe e hanno avuto paura che chiedessi uno stipendio troppo alto ? e poi arriva la domanda che ultimamente mi faccio più spesso ….. SONO TROPPO VECCHIA ? Per lo Stato no di certo, ma le aziende quando vedono la mia età pensano subito ad una persona rigida, che difficilmente si adatta all’organizzazione dell’azienda, che se il responsabile d’ufficio è una persona più giovane di certo non lo accetterà.

Quando cerchi un lavoro ti dicono che devi scendere a compromessi, di solito chi lo dice ha un lavoro ben pagato e gratificante. Io non chiedo mai dello stipendio perchè per me l’unica voce non trattabile, per la quale non scendo a compromessi ( per il momento ) è l’orario di lavoro. Ecco perchè quando trovo una offerta part time ho già il dito sul bottone “candidatura”.

Quando mi ritrovo a leggere gli annunci di lavoro rimango sempre molto perplessa. Nel mio campo, amministrativo, le caratteristiche richieste sono veramente tantissime, che richiedono molti anni di lavoro per poterli citare nel curriculum come esperienze significative Eppure dopo una lista di mansioni che il ” futuro impiegato/a” dovrebbe svolgere sempre in maniera autonoma ( traduzione per chi non lo sapesse… sei l’unico impiegato ) si richiede, come ciliegina sulla torta, che la persona sia junior … o meglio in età di apprendistato. Ora se uno è assunto come apprendista dovrebbe avere un tutor che gli insegni il lavoro e che registri i miglioramenti fatti. …. Ma come al solito in Italia c’è la legge scritta e quella applicata che difficilmente collimano.

Nella mia carriera lavorativa e di ricercatrice di lavoro mi è anche capitato di aziende che chiedevano una competenza quasi da laureato, per svolgere lavori molto più semplici nella pratica; viceversa ho fatto in passato un colloquio di lavoro dove mi avevano descritto la mansione come basilare … e poi quando mi hanno assunto l’unica cosa che non facevo era pulire l’ufficio !

Quello che manca nel mondo del lavoro è una varietà contrattuale, da noi esiste il full time, quando si parla di part time si intende quello svolto nei negozi dove ti propongono orari assurdi, comunicati settimana per settimana e dove non riesci ad organizzare nulla. Immagino che questa mia affermazione indignerà non pochi, ma come .. cerchi da lavorare e “dai pure di naso ?” A dirlo come al solito sono persone che si fanno le loro 8 ore, sabato e domenica a casa, si possono prendere due/tre settimane di ferie e quando devono andare ( anche dal parrucchiere ) si prendono tranquillamente la mezza giornata di permesso…..

Oggi mi sono svegliata, ho aperto la finestra e il cielo è grigio e vorrei non aver letto gli annunci di lavoro …. to be continued

L’IMPORTANZA DEL LEGGERE

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Quante volte ci siamo sentiti dire “leggi che fa bene, accresce la cultura, rende istruiti ” Ma è veramente così ? Basta leggere per farsi una cultura o bisogna capire cosa si legge ? Su facebook faccio parte di una delle tante pagine di libri, dove si suggeriscono titoli, si danno pareri su libri letti…. dove ci sono persone che leggono un libro al giorno ….uno a settimana….li divorano . Voi siete così ? Io no, purtroppo o per fortuna. Io un libro me lo gusto come un gelato, come un zuccheroso pezzo di torta. Lo leggo e a distanza di tempo lo rileggo se mi è piaciuto, e non ci crederete ma ci ritrovo sempre qualcosa che mi era sfuggito la prima volta. Mi sorge un’altra domanda… che tipo di libro accresce la nostra cultura ? un classico senza tempo ? Un tomo di 1000 pagine ? Il Best seller dell’anno ? Io ho una teoria molto semplice : un libro che ti lascia qualcosa è il libro giusto. Non riesco a catalogare un libro di serie A e uno di serie B. Un libro che ti regala qualcosa, anche solo un’ ora spensierata è un libro di serie A. Potrei dire che il mio leggere è volubile come noi donne. Ci sono periodi in cui divoro storie d’amore e altri in cui se non c’è almeno un cadavere non mi diverto. Ci siamo regalati mio marito ed io un E-book a testa, molto utile quando si viaggia. Accadeva infatti che partissimo con 2/3 libri a testa, ma poi poteva succedere che un libro non ci piacesse, o che ci prendesse così tanto che in pochi giorni lo finivamo . Per ovviare a tutto questo con l’ E-book carichiamo un po’ di libri prima di partire ma se vogliamo è sufficiente una connessione wifi e ne possiamo acquistare altri. Comodo non trovate? Il mio suggerimento è di non lasciarsi intimorire da chi vanta “titoli” illustri di libri …ma che poi lascia il congiuntivo chiuso in un cassetto…Leggete, anche libri per ragazzi, tutto va bene purchè stimoli la vostra mente, anche i miei racconti brevi se siete proprio alla disperazione …. quindi mettetevi comodi e buona lettura !

SALON DE THE’ AVEC DES CHATS

Non sono una estimatrice culinaria, nel senso che quando viaggio sono disposta a scendere a compromessi per quanto riguarda i pasti. Ho visto spesso dei blog di viaggi dove evidentemente le persone che li hanno scritti si possono permettere vacanze senza guardare troppo al portafoglio. Ma per chi invece deve fare i conti con un bilancio famigliare quali possibilità ha ? Deve obbligatoriamente rinunciare a certe vacanze ? Mi sento di rispondere NO ! deve solamente fare delle scelte, decidere e focalizzare lo scopo del suo viaggio e da qui programmare la vacanza. Mio marito ed io abbiamo gusti culinari molto diversi, ma entrambi preferiamo destinare parte del budget delle vacanze alla visita di musei o attrazioni, per questo motivo spesso ci accontentiamo di un panino o un fast food. Apro una parentesi virtuale, all’ estero c’è una vasta scelta di catene di ristoranti rivolte spesso a una clientela giovane ma che può soddisfare anche turisti di media età come noi. Ad esempio questa estate abbiamo trovato un fast food dove non servivano panini bensì insalate. Sceglievi la base ( una insalata verde o pasta o riso o un mix di questi ingredienti) poi a seconda del menù la arricchivi con 4 o 6 ingredienti, scelti tra una ventina circa di offerte che spaziavano tra pesce, salumi legumi, frutta secca ecc….e per finire sceglievi come condire il tuo piatto; anche la bevanda compresa nel prezzo poteva spaziare dalla semplice acqua, ad una bibita o un bicchiere di succo spremuto a fresco. Pur non avendo come scopo principale nelle nostre vacanze testare la cucina del luogo, ci riserviamo di fare qualche pasto in locali caratteristici. A Bordeaux la scelta è caduta su un salone da Thè. Abbiamo infatti scovato un locale particolare non tanto nei piatti offerti quanto nei proprietari … i padroni di casa sono 9 gatti che appartengono al gestore del salone.

Prima di entrare ti vengono elencate le regole alle quale bisogna sottostare: si può accarezzare i gatti ma non si possono prendere in braccio, si possono fotografare ma non si può dar loro da mangiare e prima di entrare è obbligatorio igienizzarsi le mani. L’intero locale è stato creato a misura di gatto, non ci sono tavoli ma poltroncine con un piccolo tavolino da caffè e per chi preferisce c’è anche una piccola zona esterna creata in un minuscolo e grazioso giardinetto. Come pranzo, offrono al prezzo di 15€. la boule di Budda, acqua e un dolce, il tutto fatto rigorosamente in casa. La boule è un recipiente con una insalata guarnita da germogli , rapanelli, e un terzo ingrediente a scelta ( il giorno che siamo andati si poteva avere o petto d’anatra, o tonno, o formaggi ). Credetemi il mangiare passa in secondo piano, l’ atmosfera che si respira è magica, i gatti girano per il locale per nulla spaventati, alcuni invece sonnecchiano su mensole create ad hoc per loro il tutto accompagnato da una musica in sottofondo e da persone che quasi bisbigliano per non rovinare l’atmosfera…. non ci crederete ma mi sono rilassata ! I 15€. meglio spesi ! p.s. Rientrata in Italia ho saputo che esistono due locali simili a Torino, non resta che scoprirlo !

LITTLE TRIP

Si viaggiare evitando le buche più dure…..

Ogni volta che viaggio verso Ovest e passo sotto il 45° parallelo mi sembra di attraversare un gate temporale . E’ strano lo so, non ha senso , ma è come se fossi “trasportata” in un altro “spicchio” del mondo. Quest’anno sono stata anche brava, mi sono ricordata di fotografarlo . Ero in viaggio verso il nostro “little trip” estivo: Lione – Bordeaux – Chambery. Inizialmente avevamo pensato di fare il viaggio in aereo, ma questo ci avrebbe limitato nel voler visitare le famose dune di Arcachon. Quindi abbiamo programmato il viaggio con una tappa sia all’andata che al ritorno.

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