Cotton club

Bessie ha sempre sognato di poter ballare in qualche locale in voga nella luminosa Times Square Ma per il momento si é dovuta accontentare di qualche festicciola sul terrazzo di qualche vicino nella meno elegante Harlem.
Il GRAFFIO sul vecchio disco fa saltare la puntina, ma i “dondolanti” ballerini non ci fanno caso tanto sono inebriati dallo swing.
Bessie è tra le forti braccia di Johnny. Quando balla dimentica tutto, anche il colore della sua pelle fonte di dolore. Sul terrazzo non c’è distinzione tra italiani, portoricani, o gente di colore. Sono solo giovani ragazzi che ballano.
Bessie è nata ad Harlem ma la sua famiglia è originaria della Louisiana. Suo padre non l’ha mai conosciuto. Le hanno raccontato che è morto durante la costruzione della ferrovia di New Orleans. Lei però non ci crede. In casa non c’è neppure una sua foto in ricordo. Questo è molto strano perché la nonna ci tiene molto a quella vecchia scatola di latta con dentro le “ daguerrèotypes “ come le chiama lei, di tutta la famiglia. Di tutta la famiglia meno quelle di suo padre. Non ci crede perché sua madre non ne parla mai con dolore.
Bessie pensa che se le fosse morto il marito lei avrebbe il cuore in POLTIGLIA. La madre invece ha solamente uno sguardo triste. Lavora tanto nella lavanderia a Manhattan. Nascosta nel caldo retrobottega, con altre 5 donne, lavora 10 ore al giorno. Oltre ad essere una lavanderia è anche una tintoria. Bessie sa che il vapore che respira sua madre è VELENOSO. Lo capisce da come tossisce di notte, appena si sdraia nel letto.
Sua mamma fa tutto questo per lei, perché spera di darle una vita migliore.
Bessie non crede che suo padre sia morto perché quando si guarda allo specchio vede la sua pelle chiara. Non è bianca come quella di Abigayle, la ragazza scozzese, ma non è neppure scura come quella di sua madre. E’ più simile a quella di Mariasole, la ragazza portoricana.
Anche i capelli non sono ricci e crespi, ma morbidi e ondulati.
Una volta ha sentito la mamma parlare con la nonna di “ il figlio del Padrone “ così buono, ma non abbastanza per la madre.
Bessie ha 18 anni e sa come va la vita. In certi quartieri le responsabilità ti fanno crescere più in fretta che in altri. Può immaginare il segreto di sua madre, ma non vuole farla soffrire.
Sa nel suo cuore che la mamma ha amato e che è stata ricambiata. Ma i tempi non permettono certi amori.
Domani Bessie inizierà un lavoro part –time nella caffetteria all’angolo. Vuole risparmiare per potersi permettere il favoloso Cotton Club. Chi l’avrebbe detto che un locale così alla moda sarebbe sorto nella “buia “ Harlem.
Vorrebbe che anche la madre si potesse permettere un po’ di divertimento. E’ ancora giovane, ha solo 35 anni, ma ne dimostra 10 di più. Ma la mamma di Bessie è così stanca che a volte non ha neppure la forza di mangiare. Eppure queste sere quando ritorna dal lavoro, sta alzata fino a mezzanotte per cucire l’abito CARMINIO per Bessie. L’abito che indosserà al Cotton Club e che la farà sembrare una ragazza alla moda come tutte le altre. Nessuno avrà dubbi sulle sue origini. Ad accompagnarla sarà la sua amica Betty, una frizzante biondina con i capelli alla garconne e le gonne sempre troppo corte per la nonna di Bessie.
Un pensiero TRANSITORIO rallenta la danza di Bessie….e se andassi un giorno a cercare mio padre ? forse se mi vedesse non avrebbe vergogna di me , forse…. ma poi la musica si fa incalzante e Bessie è di nuovo travolta dallo Swing.
