LA CONFESSIONE

segue il volo
Parigi è una città che non mi stanco mai di visitare, nonostante abbia tutti i problemi che una grande metropoli ha, traffico compreso.
Il nostro Hotel, villa Modigliani, è situato nel quartiere di Montparnasse. Amo questa zona, c’è un grande Boulevard dal quale si può ammirare in lontananza la Tour Eiffel.
Dopo aver sbrigato le incombenze in portineria, saliamo in camera e mi butto sul letto .
<< Allora ragazze avete deciso cosa fare ? avete già un programma? >> chiedo mettendomi a sedere mentre mi tolgo le scarpe.
<> risponde Carlotta << Sei riuscita a spostare il giorno di vacanza a giovedì ? >>
<< Certo ! “Mr pesantezza “ me lo doveva visto che mi ha obbligato a lavorare Venerdì. >> rispondo.
<< Wow perfetto! >> esclama Laura << 4 giorni da vivere nella città dell’amore .>>
<< Sono veramente molto contenta 4 giorni tutti per noi. Ma ora cosa vorresti fare ? Sei Stanca ? >> chiede Carlotta
<< No, non sono stanca ma visto l’ora pensavo di andare a cercare qualche Bistrot lungo il Boulervard qui vicino e poi magari prendere un taxi e farci portare a ” la scala ” che ne pensate? >>
<< Per me va bene. Ho giusto voglia di fare due salti. >> risponde Laura.
<< Laura non ti assicuro che ci sarà la musica house che tu ami tanto, ma ti garantisco che è una delle discoteche più modaiole. >>
<< Non importa, sai che la musica mi scatena. Mi adatterò. >>
E’ proprio questo che a volte mi preoccupa di Laura, il suo scaternarsi !
Faccio una doccia rigenerante e ci prepariamo per uscire.
Di solito in questo periodo, fine marzo, il clima a Parigi è ancora freddo. Quindi decido di indossare un pantalone skinny nero con décolleté nere senza calze e una maglietta rigorosamente maniche lunghe. Sono troppo freddolosa e già non mettere le calze è un azzardo per me. Laura invece è una temeraria: vestitino mini leggerissimo e tronchetti tacco 12 . Che invidia, qualsiasi cosa indossi la rende super sexy. Carlotta invece è l’eleganza fatta persona. indossa un semplice pantalone a sigaretta bordeaux e una camicia in chiffon cipria con décolleté nere.
Usciamo e camminiamo a piedi fino al Boulevard e scegliamo un bistrot che sembra uscito da una cartolina dei primi del novecento.
<< Ieri sera abbiamo girato per mezz’ora alla ricerca di un ristorante che avesse qualche piatto italiano nel menù. >> mi racconta Carlotta.
<< Non è colpa mia se non ho voglia di mangiare cibi con uno spiccato profumo di formaggio andato a male o se non voglio stordire qualcuno con un alito all’aglio Non sai mai chi puoi incontrare >> risponde piccata Laura.
<< Laura non ti preoccupare, mi ha fatto piacere anche a me mangiare un piatto di pasta. >> risponde dolcemente Carlotta.
<< E ora come fai, cosa hai intenzione di ordinare? >> chiedo a Laura.
<< Nessun problema prima di entrare ho visto che fanno la cotoletta. >> risponde prontamente.
Come faccia questa ragazza a mangiare per due senza mettere su neanche un etto. Non me lo so proprio spiegare !
Ci accomodiamo in un tavolino vicino alla vetrata. Laura ordina la sua cotoletta, tutta soddisfatta. Carlotta ed io scegliamo qualcosa di più leggero: due ” salade de chevre chaud “.
<< Carlotta sei emozionata ? tra due mesi ti sposi ! >> Chiedo
<< In realtà no e questo non mi rende felice. Ho sempre sentito le mie amiche che non dormivano di notte per l’eccitazione. Io invece mi sento come se stessi organizzando una festa qualsiasi. Forse è perché Giorgio lo conosco fin dai tempi del liceo. Dopo esserci diplomati abbiamo iniziato l’università nella stessa città anche se facoltà diverse. Quindi era normale andare a vivere insieme per dividere le spese. Terminati gli studi abitare insieme era oramai diventata una consuetudine. Quindi non avrò nessun cambiamento nella mia vita se non che avremo un anello al dito che ci ricorderà l’ufficialità della nostra convivenza. >>
Guardai la mia amica con un po’ di tristezza. Il giorno del matrimonio è sempre descritto come il giorno più bello, nonostante lo stress da preparativi. Ma Carlotta sembra quasi annoiata da ciò che le sta capitando e questo non è da lei .
<< Carlotta, scusa se te lo chiedo in maniera così diretta, ma ci sono dei problemi con Giorgio? >> domando con un po’ di titubanza.
In realtà no. E’ tutto come sempre. Forse è questo. Io non mi sarei mai sposata, almeno non ora. Avremmo potuto farlo con la nascita di un figlio. Stiamo così bene e sposarmi mi pesa come un passo doveroso da fare. Mi sembra quasi che Giorgio lo faccia più per soddisfare le aspettative di familiari e amici. >>
<< Avresti voluto un matrimonio più romantico, una dichiarazione da romanzo rosa e una luna di miele da 9 settimane 1/2 ? >> chiede Laura sempre diretta e con poco tatto.
<< Non so. Sono così tanti anni che viviamo insieme che forse aspettarsi del i fuochi d’artificio sarebbe troppo. Ma avrei voluto che questo passo Giorgio lo sentisse col cuore e non con la testa. Ho questa impressione, che per lui sia una tappa scontata della nostra vita a due, quasi un atto dovuto >>
<< Ma ne hai parlato con Giorgio ? >> chiedo per provare a capire meglio la situazione.
<< Ecco vedi anche questo. Mi aspettavo che dopo tanto tempo Giorgio capisse,…mi capisse. Invece non si è accorto di nulla. Pensa che la mia calma sia solo una peculiarità del mio carattere. >>
<< Ma lo ami ancora ? >> Laura non si smentisce mai !
<< Questa è l’unica cosa di cui ero certa fino a questo momento. So ragazze che può sembrare strano. Se ami un uomo e lui ti chiede di sposarlo, una dovrebbe essere al settimo cielo. Purtroppo io non riesco a sentirmi così. E’ per questo che sto mettendo in dubbio anche ciò che credevo certo: il mio sentimento >>
Io non sono una persona romantica, Almeno credo. Carlotta invece lo è sempre stata e in Giorgio ha trovato il partner giusto. La ricopre di mille attenzioni e gesti così ” zuccherosi ” da rischiare il diabete ! Ecco perché le parole della mia amica mi lasciano senza parole.
<< Non sposarlo ! è semplice. Ascolta i tuoi ripensamenti. Digli che ti vuoi prendere un periodo di pausa ! >> dice Laura con naturalità mentre affetta la sua cotoletta.
<< Scusa credi che questa sia la soluzione ? Credi che ad ogni problema che si presenta nella vita basti voltarsi e prendere un’altra direzione ? >> chiedo a una Laura masticante.
<< Perché star male allora ! io faccio così. Una cosa non va ? la elimino dalla mia vita e riparto ! >> risponde Laura.
A pensarci bene è vero. Lei si è sempre comportata come il video gioco degli anni ottanta, il Pac-man, che quando incontrava un ostacolo cambiava direzione.
<< Emma non dovresti essere meravigliata, in fondo tu non sei molto diversa da me L’unica differenza, se la vogliamo trovare, è che io agisco alla luce del sole mentre tu inconsciamente agisci fino a farle concludere le cose. >> dice Laura mentre Carlotta mi guarda come a darle ragione.
Come? E’ così che mi vedono le mie amiche ?
<< Laura non mi sembra. Sono stata un anno con Aldo e mi sono molto impegnata fino all’ultimo giorno per far funzionare il rapporto >> dico con risentimento.
Laura ribatte << Ne sei sicura? Credo che in cuor tuo avessi già deciso che la tua relazione era finita da tempo. Non ti ho visto soffrire, disperarti. Il giorno dopo che vi siete lasciati hai accettato di partire con me per un week end a Firenze. Ti ricordi ? >>
Caspita è vero !!!
<< Anzi ti dirò di più, eri talmente felice e rilassata che hai messo su un po’ di ….peso. >>
Cosa !!! ma come si permette !!! Guardo il mio riflesso nella vetrina del locale e con sorpresa vedo il mio viso più pieno, Gli abiti non sono certo stretti, ma devo ammettere che la maglietta la riempio meglio .
Aiuto, ha ragione !!!
<< Emma sei bellissima come sempre, non stare ad ascoltare Laura. >> dice dolcemente Carlotta vedendomi preoccupata.
<< Certo che non sei diventata brutta ! Volevo solo farti notare che sei rilassata, non certo stressata per la rottura di una relazione. >> cerca di salvarsi Laura.
Le sorrido << Non ti scusare. Adesso che me l’hai fatto notare non posso che darti ragione. Nella mia testa volevo chiudere il rapporto ma non ne avevo il coraggio. Quindi ho iniziato a comportarmi in modo tale da essere lasciata >>.
Finiamo la cena pensando a quello che ci eravamo dette, paghiamo il conto e andiamo alla ricerca di un Taxì.
